La sentenza del Tar ha tolto ogni alibi all’amministrazione, può intervenire per ricreare un rapporto tra residenza e turismo. Ma non lo fa. La prima azione messa in campo dalla Giunta Funaro è davvero limitata: estendere il modello blocco Unesco ad altre zone. Perchè limitata? Perchè non è un cambio di cura di una città malata. Perché congelare non significa curare una città in cui a prezzi possibili non si trova né un affitto né un appartamento da acquistare.
Perché, come chiunque abiti in area Unesco sa, in questi 2 anni dal blocco formale degli affitti brevi la situazione NON è migliorata.
Si continua a eludere la domanda chiave, ovvero se il numero di affitti brevi attivi è sostenibile. No, non lo è.
La moratoria dovrebbe servire a programmare il futuro, non a rinviare le decisioni. Invece si continua a temporeggiare rimandando al 2028 la scelta necessaria di definire con largo anticipo quali tetti numerici saranno in vigore e quali i criteri premianti (certamente il mono proprietario). Anche per permettere ai proprietari di pianificare le proprie scelte ( vendere, affittare 4+4,etc). Non dire ora questo prefigura una futura situazione dehors, ovvero una proroga infinita così da avere zone in area Unesco con indici di occupazione affitti brevi doppi o tripli di altre zone.
La sindaca Funaro si considera apripista in Italia, sulla carta lo è certamente, nei fatti purtroppo ancora NO. Perché mancano del tutto i controlli, perché non si usa nemmeno una piccola parte della tassa di soggiorno per fare i controlli. Controlli che non devono essere fatto solo sugli affitti brevi, ma anche sull’improvviso boom degli affitti finti transitori, che sono illegali ( sarebbero destinati solo ai turisti) e che stanno dilagando.
Senza pianificazione e controlli Firenze resterà la città dai costi impossibili di ora, da cui le persone che ci vivono e lavorano scappano. Questo sembra davvero sfuggire.













