13 agosto- Il Comune annuncia il percorso di “informazione partecipata” sull’ex OGR.
Ma una domanda è inevitabile: dov’è la partecipazione? Dov’è lo spazio reale per decidere?
Noi a settembre partiremo invece da una domanda diversa: di cosa ha bisogno Firenze?
Abbiamo già raccolto 4.500 firme per fermare la cementificazione. Ora vogliamo costruire, insieme a chi vive la città, una proposta concreta a cemento zero per quegli 8 ettari: verde, cultura, servizi, sport, spazi sociali, recupero dei capannoni storici e funzioni pubbliche.
Sabato 5 settembre inizieremo la terza fase di mobilitazione con banchetti e incontri sui bisogni della popolazione.
Mercoledì 16 settembre camminata e biciclettata intorno all’ex Ogr.
Il percorso annunciato dal Comune prevede un sito con i documenti (non molti e già noti), interviste ai cittadini e, da settembre, visite e incontri per illustrare l’idea progettuale.
Ma sono già chiare le intenzioni: sappiamo che dei 42.000 mq edificabili il 60% sarà residenziale, il 15% turistico-ricettivo, il 16% direzionale e il 9% commerciale.
Si può discutere anche se quei 42.000 mq debbano essere costruiti? Si può mettere in discussione la destinazione dell’area? Si può parlare del suo riacquisto da parte del Comune e di un’alternativa a cemento zero? E dell’inutile e dannosa Pistoiese Rosselli, per la quale, a proposito, manca la valutazione ambientale di Arpat?
Perché, se queste domande non sono sul tavolo, non siamo davanti a una progettazione partecipata. Siamo soltanto davanti a un progetto da comunicare ai cittadini.
Non vogliamo essere informati su come realizzare una speculazione. Vogliamo partecipare alla decisione su quale futuro dare all’ex OGR.
Questa è partecipazione. La vostra “comunicazione partecipata” è social-washing, cioè fumo negli occhi.















