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Il clima cambia. E gli impegni? Dove sono i pannelli sui depositi ATAF?

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Ieri Firenze ha ricevuto in un’ora quasi il 5% della pioggia che cade mediamente in un intero anno: oltre 45 millimetri registrati in alcune stazioni cittadine.
Un evento che, in un clima diverso da quello che stiamo vivendo, avremmo considerato eccezionale. Oggi questi eventi sono invece sempre più una realtà con cui le città devono fare i conti. La crisi climatica significa anche questo: periodi più secchi torridi, e precipitazioni concentrate in eventi molto intensi.

Ieri il deposito ATAF di viale dei Mille si è allagato. Da tempo, insieme a Legambiente e ad altre realtà cittadine, chiediamo invece un intervento concreto: utilizzare le grandi coperture dei depositi ATAF per produrre energia pulita.
La proposta è stata fatta propria anche dalla Commissione Ambiente e Mobilità del Comune: si parla di circa 2 MW di potenza fotovoltaica e 3 GWh di produzione elettrica all’anno. La Commissione ha espresso parere favorevole unanime nell’ottobre 2025.

È passato quasi un anno. A che punto siamo?
Perché se gli impegni presi fossero stati rispettati, oggi i lavori per la solarizzazione delle coperture sarebbero già dovuti essere iniziati. E un intervento sulla copertura avrebbe potuto essere anche l’occasione per verificarne e migliorarne impermeabilizzazione e sistemi di smaltimento delle acque. Forse ieri quel deposito non si sarebbe allagato.

La crisi climatica avanza. Le città devono adattarsi, ma soprattutto devono ridurre le emissioni.
Le grandi coperture pubbliche non possono restare superfici inutilizzate mentre continuiamo a parlare di transizione energetica.
Lo chiediamo ancora oggi: quando arriveranno i pannelli sui depositi ATAF?

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