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La Repubblica Firenze– intervista di Ernesto Ferrara del 6 marzo 2026
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Un ยซgrido di doloreยป per Sollicciano. L’idea di San Miniato per una nuova manifestazione per la pace. Un’altra potente scossa alla cittร arriva dall’abate di San Miniato, padre Bernardo Gianni: ยซFirenze, fermati!ยป ha scritto sui social. A Repubblica affida un messaggio nel momento piรน buio delle guerre. Un invito agli amministratori. Un monito alla riflessione.
Padre Bernardo, perchรฉ ha sentito l’urgenza di lanciare l’appello “Firenze fermati!”?
ยซร stato un sussulto del cuore perchรจ quelle immagini del cortile dell’ex ospedale militare di San Gallo mi hanno turbato e continuano a farlo, per quello che puรฒ diventare un nuovo capitolo di consumo di suolo e consumo di cielo della cittร , soprattutto di cielo, per l’altezza. Piรน complessivamente mi turba avvertire che ci sia piรน di un caso in cui la cittร sembra scippata dal suo tessuto organico di spazi di bellezza che vorrei fossero restituiti ad un destino diversoยป.
Trova compromesso il destino di questa cittร ?
ยซMi sembra ci sia un trend di operazioni sbagliate che mette insieme il cubo nero dell’ex Comunale, Costa San Giorgio, la Calza, lo studentato di via Pietrapiana, l’hotel di viale Belfiore e ci aggiungerei i martiri di via Mariti, del cantiere Esselunga al cui posto si invoca un’area verde. Sono opere che meriterebbero una riconsiderazione complessiva, sorta di “Stati generali” sulla nostra cittร dove possa rimbombare la voce del popolo e si esamini l’indignazione ma anche una dimensione correttivaยป.
Chiede cioรจ una moratoria?
ยซForse una sosta di riflessione sarebbe raccomandabile, ci sono potenzialitร e progettualitร incombenti: penso alle torri di Novoli o all’ex Ogr, che meritano di essere visualizzate per bene dalla cittadinanza perchรจ poi non ci si debba lamentare dopoยป.
La indignano le funzioni speculative o l’estetica?
ยซSpesso le due cose. Anche perchรฉ il bello e il buono vanno insieme, qui spesso abbiamo il brutto e il cattivo, la speculazione. Noto anche segnali positivi: l’apertura dell’Opera del Duomo all’acquisto di appartamenti per le famiglie va in una direzione importante. Anche le Murate sono state uno splendido esempio di rigenerazione. Ci vorrebbe un nuovo piano Detti, un osservatorio che tenga alto il livello di riflessione perchรฉ certi scempi non si rivedano. La gentrificazione esclude i fiorentini del futuro, lo stesso ceto medio teme ormai la fuga dei propri figli. Serve il risveglio di una coscienza architettonica, civile, morale e politica che vada nel segno della partecipazione di La Pira e Michelucci. Mi sembra peraltro che l’edificio delle Poste di via Pietrapiana vada incontro a un destino antitetico all’etica di Michelucci. Il mio non รจ un ragionamento di parte ma di chi ha la fortuna e la responsabilitร di guardare Firenze da un punto che ne esalta la bellezza e implacabilmente ne segnala le contraddizioniยป.
Vede una crisi morale della cittร ?
ยซIo sento che รจ segnata da un disagio, da un grande senso di insicurezza, per certi versi inevitabile. Firenze, che pure ha un Dna di forte radicamento, vede smarrita la sua intelaiatura sociale. Il tema della sicurezza non รจ di una parte politica, รจ il tema di un doveroso benessere sociale, di tutti. Soprattutto delle nostre periferie, che portano le cicatrici della contemporaneitร : le povertร , la solitudine. Vedo le baracche sotto l’Indiano. C’รจ una rimozione. E questo pesa sulla coscienza di tutti, prima di tutti la miaยป.
A chi rivolge queste critiche?
ยซAll’anima della cittร certo, e anche chi ci amministra ha un’anima. Spero le mie riflessioni interpellino tutti, che ci riportino allo spirito di quello che volevamo diventare nella pandemia. Soprintendenze, decisori, categorie economiche. La sensazione รจ che lo sforzo pubblico sulla casa ad esempio non sia adeguato alle esigenze. Il tema รจ restituire ai ceti fragili porzioni di cittร che destiniamo invece a pochi eletti. Cito l’esempio di Monte Oliveto, ex bene demaniale militare. E poi questa esasperazione di mettere tutto a disposizione del turismo, anche le cantine, un consumismo superficiale che impedisce una fruizione autentica di Firenze, quella di cui sono testimonianza poetica i versi di Luzi, dove immagina l’ingresso a Firenze di Simone Martini che attraversa il costato della cittร ยป.
Ha letto l’appello dei nobili?
ยซUn altro segnale che la cittร ha desiderio di partecipare, di ascolto. Come la gente di San Galloยป.
A Sollicciano il sovraffollamento rasenta la disumanitร .
ยซSollicciano รจ un bubbone, รจ l’indicazione di una trascuratezza imperdonabile nella cittร dell’Umanesimoยป.
Cosa richiedono questi venti di guerra a Firenze?
ยซCome uomo di fede la mia prima risposta รจ la preghiera, la seconda รจ raccogliere un’antica indicazione di Giovanni XXIII, “disarmare gli arsenali dei nostri cuori”. E poi certamente un protagonismo di Firenze che riesca a dar voce a una sete di pace, giustizia e autodeterminazione dei popoli e ci svegli dall’assuefazione. Mi piace immaginare che San Miniato possa tornare ad essere anche in tempi brevi il luogo dove l’invocazione di pace rivolta contemporaneamente al cielo e alla terra dia voce alle tante comunitร presenti nella nostra cittร e a quelle che soffrono l’allargamento del fronte di guerra. I popoli mediorientali, dal Libano allo Yemen all’Iran, l’Est Europa, il Sudamerica. Comunitร che ho avuto la possibilitร di ascoltare, persone convinte che non sono armi gettate a ritmo di Macarena a risolvere i problemiยป.














