Affitto triplicato a donna di 94 anni.
La Spagna di Maricarmen non è poi così lontana. Lì, le proteste contro gli sfratti e la speculazione immobiliare hanno provocato un terremoto politico, costringendo il governo ad approvare provvedimenti che fino a poco tempo fa sembravano impensabili: proroghe dei contratti di affitto, protezioni per le persone più vulnerabili fino al 2030, restrizioni agli acquisti speculativi da parte dei fondi di investimento e nuove regole per la stabilità degli affitti.
A Firenze, intanto, c’è Franca la cui storia abbiamo conosciuto grazie al Corriere Fiorentino e al Sunia. Se non sei ricco e sei anziano, non dovresti ostinarti a voler vivere a Firenze e non importa se in quella casa hai trascorso sessant’anni e hai sempre pagato l’affitto: se non puoi permetterti il prezzo triplicato che il mercato, o meglio il proprietario pretende, devi andartene.
Siamo di fronte a una fallimento sociale che si misura con il numero degli sfratti e con l’aumento dei canoni di locazione, ma si fonda anche sulla caduta morale della nostra città, dove è diventato accettabile speculare su tutto, anche sulla fragilità delle persone, e dove avere un minimo di decenza, accontentarsi di un guadagno giusto anziché inseguire il massimo profitto possibile, sembra ormai un atteggiamento da ingenue anime belle.
È il cinismo di un mercato immobiliare che trasforma ogni abitazione in un asset e ogni abitante che non può permetterselo in un ostacolo da rimuovere, ma c’è anche il cinismo di una città che si abitua a tutto, che continua a raccontarsi come accogliente e solidale mentre espelle silenziosamente chi non ha abbastanza soldi per restare.
In Spagna la mobilitazione degli attivisti ha dimostrato che le regole del mercato immobiliare sono dovute a scelte politiche e quindi possono essere cambiate. A Firenze, invece, continuiamo a discutere di emergenza abitativa mentre centinaia di case popolari restano vuote e gli sfratti continuano.
*A Franca e alla sua famiglia vogliamo dire che non sono sole, quanto sta accadendo a loro vicenda riguarda tutta Firenze e non può essere lasciata alla solitudine di una trattativa privata. Noi ci siamo.*
Ai proprietari chiediamo di fermarsi, di rinunciare allo sfratto e di trovare una soluzione che consenta a Franca di continuare a vivere nella propria casa. Non tutto ciò che è consentito dalla legge è per questo moralmente accettabile. Infine le istituzioni dovrebbero assumersi le proprie responsabilità, intervenendo per impedire che una donna di 94 anni perda la propria casa senza una soluzione dignitosa.














