[Firenze, 29 aprile 2026] –
266, 267, 265, 250, B.
Non sono numeri di un’estrazione, ma i numeri di alcuni degli edifici che non compaiano nella mappa del progetto dell’IperLusso del Cantiere San Gallo.
Abbiamo ravvisato il fatto, davvero clamoroso, guardando il documento trasmesso dall’Assessora Biti al Consiglio Comunale in risposta all’interrogazione presentata dal consigliere Palagi a fine gennaio. Se ne è accorta una residente che non trovava gli edifici sotto la sua finestra.
Questo è il punto di partenza dell’integrazione all’Esposto presentato da Salviamo Firenze con 10 residenti di Cittadini Cantiere San Gallo.
L’attenzione maggiore è sull’edificio 266, quello più prossimo a una delle 2 nuove costruzioni.
Rimuovendolo dalle mappe, insieme agli altri edifici, si è creata in maniera artificiosa la percezione che le nuove costruzioni sorgessero nel vuoto e a distanza dagli edifici esistenti. (Leggi il testo dell’esposto )
Come evidenziato nell’esposto curato dall’avvocato Urbano Rosa questo apre ad aspetti che confidiamo siano di interesse della Procura e dell’opinione pubblica e completa il quadro definito nell’esposto del 26 gennaio.
Abbiamo posto l’attenzione su questi aspetti:
1- Regolamento 12 agosto 2020, n. 88/R, di attuazione dell’art. 141 delle Legge regionale toscana 10 novembre 2014, n. 65 (Norme per il governo del territorio) che, all’art. 5 comma 1 (Elaborati progettuali), recita: «Gli elaborati progettuali relativi all’intervento da realizzare […] garantiscono la completa illustrazione del progetto e della effettiva consistenza dei lavori da realizzare e contengono tutte le informazioni necessarie per consentire la verifica della conformità del progetto alla vigente normativa in materia edilizia ed urbanistica”.
In ossequio della menzionata normativa, quindi, ogni progetto di intervento deve prevedere l’allegazione obbligatoria dei seguenti documenti/indicazioni: “[…] b) individuazione dell’area interessata dall’intervento su estratto di mappa catastale, in copia aggiornata, o su estratto della cartografia dello strumento della pianificazione urbanistica, o su estratto della carta tecnica regionale”.
2- DISTANZA TRA CONFINI- la distanza di metri 5 è prescritta dal Regolamento edilizio comunale (art. 27) – Distanze minime dai confini) solo quando il fondo finitimo sia sgombro da costruzioni.
La ratio di tale norma è evidente: il proprietario del fondo confinante, nell’edificare una nuova costruzione, deve rispettare la medesima distanza di 5 mt onde ripartire tale onere in misura eguale su entrambi i proprietari dei fondi confinanti («La distanza di un edificio dai confini di proprietà deve essere comunque non inferiore a m 5, pari [alla] metà della distanza minima tra edifici, così da ripartirne equamente l’onere tra i due confinanti»),
L’aver tratteggiato detta linea indicando una distanza di 5 mt, è quindi palesemente aberrante, poiché induce ulteriormente il lettore a presumere che dall’altro lato del confine non vi sia alcun edificio; presunzione che, tuttavia, è palesemente smentita dalla realtà dei fatti.
Si ricorda peraltro il recente arresto con cui la Suprema Corte di Cassazione ha sancito che nel centro storico, ove sono consentiti esclusivamente interventi di risanamento e ristrutturazione, le distanze non possono essere inferiori a quelle esistenti; quindi, non è possibile costruire ad esempio in aderenza ad altro edificio, ma le nuove costruzioni devono rispettare tale distanza (Cass. civile sez. II 14.03.2025 n. 6767).
I fatti sono davvero evidenti ed aprono alle seguenti domande:
- Perché è stato fatto tutto questo?
- Chi doveva fare il controllo preventivo di tutto questo?
- Come questo ha inciso sull’iter e i permessi a costruire?
Queste domande confidiamo siano di interesse della Procura che ha già un fascicolo aperto a seguito del nostro esposto.
Alla sindaca Funaro chiediamo di prendere in mano l’intera situazione che è davvero politicamente grave, senza affidare il governo di questa incredibile situazione all’azione della Magistratura.
Questo cantiere va bloccato.
Salviamo Firenze X Viverci















