PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL
TRIBUNALE DI FIRENZE
ESPOSTO – QUERELA
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Espongono quanto segue
Leonardo Lani e Simona Menghini abitano in Firenze, in via Palmieri, in un appartamento che dista pochi passi dalla Volta di San Piero (c.d. Arco di San Pierino), pertanto in pieno centro storico cittadino, dove la gran parte degli immobili e delle attività commerciali è ormai destinata unicamente al turismo di massa.
Intorno alla loro abitazione sono collocati numerosi ristoranti/bar, fra i quali
- il locale “WOW Drink&food” con sede in via Matteo Palmieri 30-32r (P.IVA 07398500483), di proprietà di PALMIERI2024 S.R.L.;
- il Ristorante “CHEF ENRICO“, di proprietà della società DIANA E ERBLIN snc DI DIANA MURATI & C;
- il Ristorante “CINTO Cucina in Torre”, di proprietà della Tintori Srl (P.IVA: 06611960482), con sede in via Matteo Palmieri 31r;
- il ristorante “MASTRO CILIEGIA”, di proprietà della società PENELOPE SRL.
Da lungo tempo sono costretti a dover sopportare una situazione ormai divenuta intollerabile in quanto gravemente lesiva dei loro diritti: infatti essi sono spesso posti nell’impossibilità di accedere alla loro abitazione a causa dei tavolini e degli altri accessori con cui i locali summenzionati occupano regolarmente la pubblica via, impedendo il passaggio dei residenti con l’automobile per accedere alle loro abitazioni; e questo accade in ogni momento del giorno, ivi compresa la fascia oraria (6.00-9.00 e 18.00-19.30) che il Regolamento Comunale riserva espressamente al transito dei mezzi privati nella detta zona.
La situazione venutasi a creare è ancor più grave laddove si consideri che essa impedisce o comunque rende altamente difficoltoso anche il transito dei mezzi di soccorso (ambulanze e vigili del fuoco), nonché dei mezzi dell’Alia, dei taxi etc… etc…, rappresentando quindi, oltre che un grave nocumento per gli esponenti, anche un evidente pericolo per l’incolumità pubblica (come si evince delle fotografie allegate, doc.1).
Una condizione che si è incancrenita ed aggravata nell’ultimo periodo anche a causa, duole doverlo rilevare, dell’inerzia e dell’incuranza della pubblica amministrazione competente.
La costante occupazione del suolo pubblico da parte delle attività suindicate, infatti, risulterebbe avvenire spesso in totale assenza di alcuna autorizzazione e/o concessione o comunque, laddove una concessione esiste, in grave violazione dei limiti in essa indicati.
Tale incredibile evidenza è infatti emersa a seguito di un accesso agli atti svolto dal sig. Lani, alla quale il Comune di Firenze dava riscontro in data 06/12/2024 (doc.2) comunicando quanto segue:
Con riferimento alla Sua richiesta di accesso avente come oggetto: “… controlli effettuati dalla Polizia amministrativa negli ultimi mesi dei seguenti locali: Ristorante Chef Enrico – Ristorante Mastro Ciliegia – Ristorante Cinto …” e registrata con ns. prot. 340170 del 15/10/2024 Le comunichiamo quanto segue: dando atto di aver effettuato la ricerca per tutto l’anno in corso, con riferimento ai locali oggetto dell’istanza risultano essere stati esperiti i seguenti controlli:
1. Ristorante Chef Enrico: • in data 07/04/2024, dalle ore 22:00 circa a seguire, riscontrando un’occupazione di suolo pubblico per ristoro all’aperto priva della prescritta autorizzazione, violazione debitamente sanzionata secondo le previsioni di legge (art. 20 co. 1,4 e 5 del Codice della Strada [C.d.S.] + art.16 co.1 in relazione all’art.17 co.1 Deliberazione Consiglio Comunale [Del.C.C.] n. 5 del 29/01/2018 e Deliberazione Giunta Comunale [DGC] 395/2023);
seguono altre 4 multe
2. Ristorante Mastro Ciliegia: • in data 02/10/2024, dalle ore 13:45 circa a seguire, riscontrando un’occupazione di suolo pubblico senza pienamente ottemperare alle prescrizioni dell’autorizzazione, violazione debitamente sanzionata secondo le previsioni di legge (art. 20 co. 1,4 e 5 del C.d.S. + art. 9 co.1 in relazione all’art.17 co.1 Del.C.C. n. 5 del 29/01/2018 e DGC 395/2023).
3. Ristorante Cinto (acronimo di “Cucina in Torre”, n.d.r.):
• in data 07/04/2024, dalle ore 22:00 circa a seguire, riscontrando un’occupazione di suolo pubblico per ristoro all’aperto difforme alla concessione rilasciata e perciò senza pienamente ottemperare alle prescrizioni, violazione debitamente sanzionata secondo le previsioni di legge (art. 20 co. 1,4 e 5 del C.d.S. + art. 9 co.1 in relazione all’art.17 co.1 Del.C.C. n. 5 del 29/01/2018 e DGC 395/2023); • in data 11/04/2024, dalle ore 22:00 circa a seguire, anche in questo caso riscontrando un’occupazione di suolo pubblico per ristoro all’aperto difforme alla concessione rilasciata, violazione debitamente sanzionata secondo le previsioni di legge (si veda al punto precedente);
seguono altre multe
Tale evidenza parrebbe d’altronde essere confermata da un confronto con le concessioni rilasciate dal Comune di Firenze, in cui emergono i limiti di sfruttamento del suolo pubblico assegnati alle predette attività (doc.3).
In ragione di quanto sopra emerge dunque una situazione di diffusa e reiterata illegittimità nelle condizioni di svolgimento di dette attività di ristorazione sul suolo pubblico, tale da comportare la contestazione, a loro carico, di numerose sanzioni nel corso del tempo.
In particolare, il Ristorante “CINTO Cucina in Torre” parrebbe esondare costantemente dai limiti della concessione riconosciuta dal Comune di Firenze, disponendo regolarmente i tavolini sulla carreggiata e riducendo lo spazio per l’ingresso dei mezzi di soccorso al di sotto dei minimi consentiti (3.5m), come confermato dalle numerose sanzioni erogate nel corso dell’anno 2024.
Il Ristorante “Chef Enrico“, benché sia stato sanzionato numerose volte nel 2024 per avere occupato il suolo pubblico senza nessuna autorizzazione, ha infine ottenuto, quasi a titolo premiale, la concessione per posizionare tre soli tavolini sul marciapiede, ma esonda regolarmente dallo spazio concesso invadendo la careggiata (come visibile dalla foto allegata tavolini cerchiati in blu, doc.4).
4- Infine anche il locale “WOW Drink&food“, per quanto non ricompreso nella comunicazione del Comune di Firenze, a seguito di accesso informale al SUAP parrebbe non disporre di alcuna licenza di occupazione di suolo pubblico per il ristoro all’aperto, la qual cosa non gli impedisce tuttavia di disporre regolarmente tavolini, sedie e altri impedimenti sul marciapiede pubblico
Nel corso del tempo i ricorrenti si sono reiteratamente rivolti agli uffici comunali perché intervenissero per far rispettare il regolamento comunale, oltre che i loro diritti di residenti, tuttavia invano ( n.39 pagine di mail allegate)
Le numerosissime segnalazioni e richieste di intervento, scritte e verbali, che gli esponenti hanno inoltrato negli anni (doc.5), a cui si aggiungono le reiterate e quasi disperate richieste di intervento del corpo dei vigili urbani, volte a fare rimuovere la collocazione dei suddetti tavoli, sono state infatti sempre puntualmente ignorate.
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Ciò che, in particolare, appare francamente inspiegabile ed ingiustificabile è come gli organi di controllo possano deliberatamente disapplicare il Regolamento comunale nella misura in cui omettono di sanzionare le attività in oggetto determinandone la doverosa decadenza dalla concessione stessa in applicazione dell’art.15 del Regolamento comunale per l’applicazione del canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (doc.7), il quale testualmente recita:
Il titolare della concessione o autorizzazione incorre nella decadenza del provvedimento dichiarata dalla Direzione che a suo tempo rilasciò l’atto autorizzatorio, nei seguenti casi: a. per reiterate violazioni alle prescrizioni previste nell’atto di concessione o autorizzazione e nel presente regolamento; b. (omissis); c. per uso improprio dell’occupazione o sua effettuazione in contrasto con le norme di legge o regolamento vigenti.
Si veda peraltro come l’Amministrazione comunale sembri ignorare deliberatamente anche il disposto dell’art.19 del medesimo Regolamento: 1. Le occupazioni di spazi ed aree pubbliche o di aree private soggette a servitù di pubblico passaggio effettuate senza la prescritta autorizzazione o concessione sono abusive. Sono inoltre abusive le occupazioni revocate, sospese, dichiarate decadute, scadute e non rinnovate o per le quali sia stata comunicata la rinuncia, protrattesi oltre i termini stabiliti per tali casi. 2 (omissis); 3. Ai responsabili delle occupazioni abusive è assegnato da parte della Direzione comunale competente un congruo termine per provvedere alla rimozione dei materiali ed alla rimessa in pristino dell’area occupata; decorso inutilmente tale termine, l’esecuzione dei predetti lavori sarà effettuata d’ufficio, con addebito ai responsabili delle relative spese nonché degli oneri conseguenti alla custodia dei materiali rimossi.
L’inerzia della Pubblica Amministrazione ha quindi favorito il comportamento dei ristoratori suindicati per quanto, auspicabilmente, in modo involontario.
Questi ultimi, infatti, col tempo hanno assunto comportamenti sempre più aggressivi, nella presumibile convinzione di potere violare impunemente il regolamento comunale, in ciò approfittando del fatto che i soggetti preposti non adottano gli adeguati provvedimenti previsti dal regolamento, essendosi sempre limitati ad infliggere sanzioni pecuniarie che si sono rilevate del tutte inidonee a garantire il rispetto delle legalità.
Segnatamente, in data 16 maggio 2025 gli esponenti, rientrando a casa dopo cena, chiedevano per l’ennesima volta al locale “WoW drink & food” di abbassare il volume della musica, essendo usualmente talmente alto da impedire loro, spesse volte, di prendere sonno; in detta circostanza gli stessi ricordavano altresì ai gestori del locale l’inesistenza di alcuna concessione a tenere i tavolini sulla pubblica via, tuttavia detti soggetti reagivano aggredendo verbalmente i sigg.ri Menghini e Lani pronunciando le seguenti frasi: “ti sei messo contro la persona sbagliata” e “ti faccio fare una brutta fine“. Uno di questi accompagnava le parole con atti aggressivi quali il lancio di un bicchiere contro il pavimento, il tutto con tale veemenza da indurre alcuni presenti a trattenerlo e da costringere gli esponenti a chiamare la Polizia, che verbalizzava la loro testimonianza.
Infine, in data 18 giugno 2025, gli esponenti, dopo aver rilasciato in casa una intervista alla TV Tedesca ZDF sulla questione dell’overtourism, venivano accompagnati dalla troupe della Tv mentre camminavano per le strade del centro. In detta occasione i camerieri dei locali “WoW”, “Chef Enrico” e “CINTO”, aggredivano in forma verbalmente violenta (“non avete capito con chi vi siete messi contro”) sia i sigg.ri Lani e Menghini che gli operatori TV, intimando di smettere di fare le riprese perché, a loro dire, non autorizzate. L’intimidazione continuava anche nei giorni successivi, soprattutto da parte di un cameriere del ristorante “Chef Enrico” di cui non si conoscono le generalità (ma che gli esponenti sono in grado di riconoscere in caso di individuazione anche fotografica) il quale più volte già in passato si era reso protagonista di attacchi verbali con frasi del seguente tenore: “non ho nulla da perdere, io ti spengo e ti lascio per terra”.





[…] subito, con il supporto dell’avv. Urbano Rosa e della “nostra” campagna Salviamo Firenze ( qui l’estratto dell’esposto presentato con le minacce […]
[…] modo di fare di questi locali c’è davvero tanta violenza (e le minacce riportate a pag. 6 dell’esposto lo evidenziano) e questo rende ancora più grave l’assenza delle istituzioni. Personalmente ho […]