I primi avvisi di garanzia sono una buona notizia, un primo spiraglio nell’oscura storia dell’ex Teatro Comunale.
Chi ha permesso tutto questo? Come è stato possibile autorizzarlo? Siamo una città o un Cubo Nero con vista Duomo?
Sono domande che si è fatta la cittadinanza, chi ama Firenze, la stampa, ora se lo chiede la Magistratura. Avevamo chiesto l’intevento della magistratura fin dal 21 agosto perchè la città ha bisogno di sapere. (*allegato)
Ed avevamo chiesto alla Giunta assunzioni di responsabilità, trasparenza e risposte politiche che non ha dato nè su questo intervento ( l’unico imbarazzante impegno fu quello di parlare con la proprietà per trovare fantasiose soluzioni cromatiche) nè sugli altri Cubi Neri di cui la città è piena, progetti devastanti di cui sta facendo una strenua difesa.
Speriamoo che chi governa questa città non si limiti allo scontato “fiducia nell’operato della Magistratura” e alla difesa degli iter amministrativi adottati ( che ora deve fare in sede ben più formale), ma che affronti il tema politico che è enorme, ovvero prendere atto che la città si è già espressa: non vuole quel Cubo e gli altri in costruzione a partire da San Gallo, su cui la Magistratura ha già aperto l’indagine.
Mentre la Magistratura svolge il suo lavoro con i suoi tempi e i suoi sviluppi, noi continuiamo la nostra azione e ribadiamo la nostra richiesta di bloccare gli interventi devastanti in corso.
Questa città è stremata dai Cubi Neri, dalla speculazione e dal turismo selvaggio: serve un “cessate il fuoco”, una moratoria immediata dei progetti previsti e in corso. Affidare la città ad un’indagine non fa bene a Firenze
Salviamo Firenze X Viverci
P.s. La nota del 21 agosto 2025- “Speriamo che la procura legga i giornali e abbia letto l’intervista oggi su ‘La Nazione’ all’architetto Fulvia Zeuli, pezzo a firma Baldi, e approfondisca quello che emerge. Riunioni fiumi e pressioni insostenibili. Se l’ha letto pensiamo proprio che non possa non indagare. Intanto il Comune renda pubblici tutti i pareri e le deliberazioni: le sue, quelle della commissione paesaggistica e quella della soprintendenza. La domanda che ci facciamo non è se hanno avuto le autorizzazioni, ma come ciò sia stato possibile. Oggi abbiamo iniziato a capire. Chiediamo inoltre che la dirigente regina di ogni scelta, parlo della architetta Fanfani, spieghi come mai i grandi gruppi come Hines qui tutto possono e come ha agito sulla vicenda














